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Esercizi sul Don Chisciotte: Analisi del testo e figure retoriche

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Esercizi del testo di Don Chisciotte, parte 1, cap.3

Ciao! Analizziamo gli esercizi sul testo di Don Chisciotte.

Задание 1

Riassumi il brano letto in circa 15 righe.

Risposta:

Il brano descrive l'arrivo di Don Chisciotte e del suo scudiero Sancho Panza ad una locanda, che Don Chisciotte percepisce come un castello. L'oste, vedendo l'eccentricità del personaggio, decide di assecondarlo per divertimento. Don Chisciotte si rivolge all'oste con un linguaggio formale e cavalleresco, chiedendo alloggio e offrendo i suoi servigi. L'oste, pur comprendendo la follia di Don Chisciotte, lo tratta con rispetto e curiosità, preparandosi ad assistere alle sue stravaganti azioni. Il brano evidenzia la confusione tra realtà e immaginazione nel personaggio di Don Chisciotte, che trasforma la locanda in un luogo di avventure cavalleresche.

Задание 2

Come si rivolge don Chisciotte all'oste e perché?

Risposta:

Don Chisciotte si rivolge all'oste con un linguaggio formale e cavalleresco, tipico dei romanzi cavallereschi che ha letto. Lo chiama "castellano" (riferendosi al fatto che vede la locanda come un castello) e utilizza espressioni elevate e cortesi. Si comporta come se si trovasse di fronte a un nobile signore, offrendo i suoi servigi come cavaliere errante.

Il motivo di questo comportamento è che Don Chisciotte è completamente immerso nel suo mondo immaginario, dove le locande sono castelli, gli osti sono castellani e lui è un cavaliere pronto a vivere avventure epiche. La sua mente è offuscata dalla lettura dei romanzi cavallereschi, che lo portano a confondere la realtà con la finzione.

Задание 3

È possibile definire antifrastico e paradossale il racconto che l'oste fa delle proprie azioni (rr. 24-32)? perché?

Risposta:

Sì, è possibile definire il racconto dell'oste come antifrastico e paradossale.

  • Antifrasi: L'oste descrive le proprie azioni in modo contrario a ciò che realmente sono. Ad esempio, potrebbe esagerare la sua nobiltà o le sue gesta, quando in realtà è un semplice locandiere.
  • Paradosso: Il racconto dell'oste contiene elementi contraddittori o assurdi, che creano un effetto comico. Potrebbe vantarsi di imprese impossibili o di qualità che non possiede.

L'oste fa questo per assecondare la follia di Don Chisciotte e per divertirsi alle sue spalle. Il suo intento è quello di alimentare le illusioni del cavaliere, offrendogli un'immagine distorta della realtà.

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Risolvi le domande del testo di Don Chisciotte, parte 1, cap. 3

Ciao! Continuiamo con gli esercizi sul testo di Don Chisciotte.

Задание 4

A quale tradizione letteraria si rifà la descrizione delle imprese dei cavalieri fatta dall'oste (rr. 46-56)?

Risposta:

La descrizione delle imprese dei cavalieri fatta dall'oste (rr. 46-56) si rifà alla tradizione letteraria dei romanzi cavallereschi. Questi romanzi, molto popolari nel Medioevo e nel Rinascimento, narravano le gesta eroiche di cavalieri erranti, impegnati in avventure straordinarie, combattimenti contro mostri e giganti, e nella difesa di dame e principesse. L'oste, nel suo racconto, riprende gli elementi tipici di questo genere letterario, esagerandoli e parodiandoli per divertire Don Chisciotte.

Задание 5

In quale punto del testo don Chisciotte si esprime con il linguaggio tipico della cavalleria?

Risposta:

Don Chisciotte si esprime con il linguaggio tipico della cavalleria in diversi punti del testo, ma uno degli esempi più evidenti è quando si rivolge all'oste chiamandolo "castellano" e offrendogli i suoi servigi come cavaliere errante. In particolare, le righe 92-94 ("Assistetemi, mia signora, in questo primo affronto che si fa a questo petto vostro schiavo; non mi vengano meno in questo frangente il vostro favore e la vostra protezione") mostrano chiaramente il suo linguaggio elevato e formale, tipico dei romanzi cavallereschi.

Задание 6

Perché, alla r. 145, l'oste è chiamato il castellano?

Risposta:

Alla riga 145, l'oste è chiamato "castellano" perché Don Chisciotte, nella sua follia, scambia la locanda per un castello. Di conseguenza, vede l'oste come il signore del castello, ovvero il castellano. Questo è un chiaro esempio della confusione tra realtà e immaginazione che caratterizza il personaggio di Don Chisciotte.

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